BIG BANG
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Pubblicato il: 29 Agosto 2021

Viva le nostre donne

di Nicola Montanile

E’ significativo ed importante apprendere che giovani leve, si impegnino nel campo politico amministrativo dei loro centri, per cui non possiamo non esimerci dal lodare l’iniziativa della giovane amministratrice di Baiano, la cordiale e sensibile Antonella Crisci per aver pensato ed ottenuto di dedicare delle strade del suo paese a cinque donne che hanno segnato la storia e questo vale anche per il presidente della Pro Loco Sperone, Angelo Sorice, nel proporre di intitolare uno spazio o una strada, al Maestro musicista Ilioneo Falco, del piccolo, si fa per dire, centro basso irpino, caro a Sant’Elia.

Certo, adesso, corre l’obbligo e l’impegno, non solo di redigere una brouchure indicativa non solo per i cittadini, ma anche per le scuole di ogni ordine e grado e specificare la professione e il campo dove si sono distinte ed il loro impegno, per non cadere nel solito e cronico errore italiano che tutto si riduce, in Italia e nei paesi, a proporre e ad INAUGURARE, come sta, immancabilmente, succedendo, con più frequenza, negli ultimi anni.

Inoltre, tenendo il massimo rispetto, per le su indicate, che, sicuramente, gia riempono col il loro nome, strutture e strade, e considerando il vecchio detto “Legami màne e pieri e vuttami ‘nmiez’ ‘e  miei“, nonchè l’arcinota “l’ignoranza del passato non solo nuoce alla conoscenza del presente, ma compromette nel presente l’azione medesima“sarebbe opportuno, fermo restando che queste iniziative sono da plaudire, parlare e dedicare un po di spazio, alle Nostre Donne, ma non solo avellane, ma di quelle, e c’e ne sono tantissime, del comprensorio avellano baianese di cui i nostri genitori, nonni e bisnonni, tra leggende e realtà,  spesso ne hanno parlato, ma, per le quali la letteratura di Storia Patria non ne ha parlato, anzi, volutamente, ne ha omesso il nome, l’esistenza, sostituendole con Signore dell’alta borghesia.

Ci si è mai chiesto e riflettuto, per un attimo, il perchè, alcune famiglie del nostro mandamento vengono menzionate ed identificate col soprannome (stortnomme) della donna, invece, di quello dell’uomo ed altri casi, che mettono in risalto patimenti, sottomissioni e sacrifici, tanto che, per molte, quando muore il marito incomiciano a vivere, perchè hanno fatto la vita da chierichette e per le quali, dopo la loro morte, si dovrebbe fare una pratica per la beatificaziome.  

Eppure, ci sono stati e ci sono scrittori locali che hanno messo in evidenza delle interessanti figure di donne nostrane, come, nei suoi racconti, Romeo Lieto e nei saggi storici, Antonio Vecchione e tanti altri .

E’ vero che l’uomo lascia la mamma, per trovare, come si è sempre asserito, una nuova mamma,  con un piccola differenza, facilmente, intuibile, ma ricordiamoci anche delle Nostre Donne, sopratutto popolane, casalinghe, genuine e c’e stata qualcuna che ha partorito l’ultimo della sua numerosa prole sulle scale della fabbrica dove lavorava e che racchiudono, in tutti i sensi, il concetto ” ‘A Mamma ‘è figl’ e porta sempe a ‘nnanze“. Viva, anche, le Nostre Donne.