BIG BANG
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Pubblicato il: 10 Luglio 2019

BAIANO STORY. Questa squadra deve giocare “All’Ascarelli”

di Nicola Montanile

Lo dicevano, negli anni trenta, alcuni sfollati napoletani, residenti nel paese, caro a Santo Stefano, constatando che la squadra del Napoli, in piena crisi calcistica, veniva sconfitta ripetutamente.

L’Ascarelli, ovviamente, era l’antico stadio napoletano, nei pressi di Poggioreale, distrutto dagli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale.

La ricorrente espressione stava ad indicare quanto la compagine del Baiano, in campo calcistico, già a quei tempi, fosse fortissima, tanto da poter disputare, senza problemi, incontri con squadre di seria A.

E, pure, incredibilmente, si è  rischiato di non partecipare al campionato di promozione, relativo al 2019/2020 dopo le dimissioni del presidente avellano, Antonio D’Avanzo, ex valente e talentuoso calciatore, protagonista indiscusso di tappeti verdi di categorie superiori.

Ma l’amore passionale per i colori granata ha fatto si che si è riuscito a costituire una nuova dirigenza e, quindi, il passato ritorna alla ribalta, intriso di passione dei tifosi e lo si evince con uno squarcio descrittivo, dopo una delle tante partite giocate dei tempi belli di una volta “Grande era l’interesse del pubblico, e veramente emotivo, suscettibile cioè di ingenerare una forte e bella impressione, era lo spettacolo di fine partita, allorquando una fiumara di popolo placido e sorridente usciva dal campo e serenamente rifaceva il corso, questa volta in salita, per guadagnare la piazza del paese. Ivi, o nel vicino circolo sociale, o nell’attigua sede sportiva o al bar i cittadini di ogni età si raggruppavano in capannelli e con sereni giudizi valutavano l’andamento della gara. Si ripeteva, ma in tono molto minore, quant’era capitato pochi anni prima col concerto bandistico di Marincola: non solo alcuni tifosi, commercianti o impiegati, finanziavano la squadra calcistica, ma erano lieti di farlo, e perché essa per il vivissimo sentimento dei propri meriti e della propria disinteressata attività era un po’ l’orgoglio del paese, e perché consentiva di leggere e godere la pagina sportiva del lunedì quasi sempre laudativa nei riguardi di quanti, vittoriosi con l’utilizzo dei soli elementi locali, ben figuravano collocandosi subito dopo il capoluogo di provincia.

Certamente, sarebbe molto significativo scrivere lo slogan degli sfollati  napoletani nello spogliatoio e farlo anche intonare dai calciatori prima di scendere in campo, perchè è un inno di orgoglio e di responsabilità.

(Continua)