BIG BANG
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Pubblicato il: 23 Settembre 2014

LIBRI. La recensione di MN: Black Friars. L’ordine della spada

 

Ancora una recensione per voi lettori di Mandamento Notizie. In collaborazione con il blog Libri D’Incanto la recensione proposta oggi è:

Titolo: Black Friars. L’ordine della spada
Autore: Virginia de Winter
Serie: Black Friars #1
Editore: Fazi
Pagine: 704
Prezzo: € 19,50
Pubblicazione: 2010

Chi è Eloise Weiss? Perché il più antico vampiro della stirpe di Blackmore abbandona per lei l’eternità suscitando le ire di Axel Vandemberg, glaciale Princeps dello Studium e tormentato amore della giovane?

La Vecchia Capitale si prepara alla Vigilia di Ognissanti e il coprifuoco è vicino perché il Presidio sta per aprire le sue porte. Il lento salmodiare delle orde di penitenti che si riversano per le vie, in cerca di anime da punire, è il segnale per gli abitanti di affrettarsi nelle proprie case, ma per Eloise Weiss è già troppo tardi. Scambiata per una vampira, cade vittima dell’irrazionalità di una fede che brucia ogni cosa al suo passaggio. In fin di vita esala una richiesta d’aiuto che giunge alle soglie della tomba dove Ashton Blackmore, un redivivo secolare, riposa protetto dalle ombre della Cattedrale di Black Friars. Il richiamo della ragazza è un sussurro che si trasforma in ordine, irrompe nella sua mente e lo riporta alla vita.
Nobili vampiri di vecchie casate, spiriti reclusi e guerrieri, eroici umani e passioni che il tempo non è riuscito a cancellare: Black Friars – L’ordine della Spada è un mondo nuovo che profuma di antico, un romanzo che si ammanta di gotico per condurre il lettore tra i vicoli della Vecchia Capitale o negli antri del Presidio, in un viaggio che continua oltre la carta e non finisce con l’ultima pagina.

RECENSIONE
E’ un pò strano parlarvi di questo libro dopo che è passato qualche anno dalla sua pubblicazione. L’unica cosa che mi ha sempre frenato dall’acquistarlo è stato il prezzo troppo esorbitante. La cover con quell’atmosfera dark mi ha sempre incantato anche se dalla trama se ne deduce ben poco. Ricordo il giorno in cui lo vidi per la prima volta in libreria e i tanti articoli che lo elogiavano su diversi blog. A malincuore ammetto che mi dimenticai di questa serie fino a che Eli non ne parlò sul suo blog, e così mi venne l’irrefrenabile impulso di leggerlo immediatamente. Al diavolo il prezzo! La trama è abbastanza intrecciata e cercherò di farvi un riassunto piuttosto semplice perché questo è un libro che va letto con molta moltissima calma.
E’ la notte di Ognissanti, il momento in cui le porte del Presidio si aprono per far uscire orde di penitenti sulle vie della Vecchia Capitale, in cerca di anime da punire. I penitenti sono delle entità maligne, una specie di zombie, che a volte appaiono sotto forma di nebbia e che sono in guerra da tempo con i vampiri. Il coprifuoco è quasi vicino. Lady Eloise, studentessa di medicina, si appresta velocemente a tornare in collegio, ma prima di varcare le porte del suo dormitorio viene aggredita da un gruppo di Penitenti. In suo aiuto accorre un vampiro secolare Ashton Blackmore, che risvegliatosi dopo anni di sonno, ha avvertito un richiamo nella sua testa. Un richiamo lanciato inavvertitamente da Lady Eloise. Da quel momento in poi il vampiro e l’umana stringeranno un patto per ricercare l’ultimo erede della famiglia Blackmore. Questo patto tra i due viene messo a dura prova da Axel Vandemberg, erede al trono di Aldenor, studente pluridecorato della Societas di Legge bla, bla, bla, bla e Duca dell’Ordine della Chiave. Un ragazzo all’apparenza freddo, distante ma tormentato dall’amore per Eloise.
Penso di avervi fatto il riassunto del riassunto ma il fatto è che c’è molto altro da dire e non voglio rovinarvi niente perché il libro va assorbito lentamente.

Quando ho iniziato a leggere le prime pagine mi sono ritrovata davanti una storia che faticava a prendere forma perché scorreva con estrema lentezza e in modo confusionario. Non si capisce cosa stia accadendo e del perché stia accadendo. Non c’è un briciolo di spiegazione anche perché ci sono ambientazioni che si fa fatica a immaginare, scene descritte in modo troppo approfondito e che non portano da nessuna parte. E’ impossibile capire titoli, città, casate, una moltitudine di nomi che scopri poi in seguito di non sapere associare a quale volto. Sapevo però che se in molti lo avevano amato un motivo doveva pur esserci. Infatti, dopo i primi capitoli, c’è finalmente uno spiraglio di luce, la storia prende forma a poco a poco, si cominciano ad apprezzare personaggi e situazioni eppure c’è ancora tanto da svelare.
Il romanzo è raccontato in terza persona ed alternato da diversi punti di vista. Più che altro si tende a descrivere ciò che accade in un determinato momento, anche se a volte ti si para davanti una scena in cui non sai cosa sta accadendo, e chi sono le persone che ne fanno parte. Come potete capire il libro è molto complesso, molto descrittivo ma ciò non toglie la bellezza e la profondità con cui l’autrice descrive il tutto.

I personaggi sono ben caratterizzati. Eloise mi è piaciuta molto e anche se non si capisce per buona parte del libro cosa sia realmente accaduto tra lei ed Alex, ho apprezzato la sua bontà dietro una perenne maschera di freddezza. E’ una ragazza che ha sofferto moltissimo per amore di Alex ed è stato bello leggere le loro scene così travagliate, fatte di sguardi colmi di amore e odio, di battute taglienti e di pianti strozzati. Alex non è il classico principe azzurro, anzi, viene voglia di prenderlo a schiaffi con il suo atteggiamento impudente e l’aria da superiore che dimostra, eppure le sue parole e le sue espressioni ti fanno stringere il cuore. Virginia de Winter è stata una maestra nel descrivere i sentimenti e l’amore struggente che provano queste due povere anime.
E poi ho apprezzato gli altri personaggi come l’affascinante Bryce e l’adolescente Jordan, i fratelli minori di Axel, i vampiri Ashton e Adrian Blackmore, Julian, e tutti gli altri amici di Axel che rendono il romanzo a dir poco unico. Ci sarebbe molto altro da raccontare come il rapporto bellissimo tra Ashton e Eloise, ma nessun triangolo state tranquilli, soltanto un’amicizia sincera e profonda. Ecco Black Friars è questo e molto altro. E’ tutto un mondo oscuro e imperfetto: cattedrali, cimiteri, sangue, violenza, esorcismi, condiscono settecento pagine di questo libro. E’ diventato difficile infine staccarmi dalla storia, dall’atmosfera, dai protagonisti e anche se tutte quelle descrizioni all’inizio mi hanno molto infastidito ho cominciato ad apprezzarle. Lo stile della Winter non è fluido ma è elegante, poetico e magnetico. E’ tutto quello che c’è sotto e che poi sale in superficie che ti fa capire di avere tra le mani una storia raccontata in modo antico, non perfetto ma profondo e carico di significato.